Giust’orto
Il progetto in breve
Obiettivi dichiarati
Offrire ai detenuti l'opportunità di coltivare un appezzamento di terra all'interno del carcere.
Spezzare la monotonia della vita carceraria, generando benessere attraverso il contatto con la natura e la cura delle piante.
Fornire un'opportunità di lavoro ai detenuti.
Favorire il recupero dell'autostima e contribuire alla diminuzione dei comportamenti aggressivi.
Promuovere l'inserimento socio-lavorativo dei partecipanti.
Risultati raggiunti
-diminuzione dei comportamenti aggressivi tra i detenuti coinvolti.
-I partecipanti sviluppano un senso di responsabilità e cura
-Si registra un recupero del rapporto con la natura, i profumi e la percezione degli spazi aperti, migliorando il benessere psicofisico.
-Il progetto coinvolge attivamente dieci detenuti nella coltivazione dell'orto.
-L'esperienza è stata presentata in eventi di rilevanza nazionale come Terra Madre Salone del Gusto.
Attività
-Coltivazione e cura quotidiana (dal lunedì al sabato) di ortaggi ed erbe aromatiche in un'area precedentemente inutilizzata del carcere.
-Attività pratiche di zappatura, semina, estirpazione di erbacce e raccolta.
-Creazione di uno spazio che funga da "bolla di libertà" e permetta il contatto con la terra, l'aria e i profumi naturali.
SDG collegati




Gli attori del progetto
Capofila/Responsabile
Cooperativa Voci Erranti
Partner coinvolti
Beneficiari e utenti
detenuti della Casa di Reclusione di Saluzzo. Attualmente, dieci detenuti lavorano stabilmente nell'orto
Ruolo Comune / Enti Locali
Il progetto è ospitato dalla Casa di Reclusione di Saluzzo (proprietà comunale), che fornisce lo spazio e la collaborazione necessaria per l'implementazione delle attività all'interno dell'istituto penitenziario
Esperienze in Piemonte
Distretto del Cibo Monregalese-Cebano
Piemonte | Confine con la Liguria, pianura di Cuneo e Fossano, Bassa Langa
- Aumento della competitività degli attori del Distretto del Cibo Gra.Zie - Migliorare la riconoscibilità dei prodotti del Distretto del Cibo - Conservare il patrimonio di biodiversità del Distretto del Cibo, promuovendo azioni di adattamento al cambiamento climatico e sostenendo il valore delle produzioni, in particolare di quelle “minori” - Sostenere il tessuto economico locale, attraverso forme di collaborazione in filiera o rete territoriale, al fine di aumentare il valore aggiunto generato e conservato nelle valli
Distretto del Cibo del Roero
Piemonte | Provincia di Cuneo e Provincia di Asti
Valorizzare e promuovere i prodotti agroalimentari del Roero, oltre che il paesaggio rurale, allo scopo di favorire la filiera produttiva, l’offerta turistica e culturale del territorio.
Ristorazione collettiva negli ospedali e nelle strutture assistenziali per anziani
Piemonte | Regione Piemonte e Friuli-Venezia Giulia
- Prevenire e ridurre la malnutrizione attraverso la promozione di buone pratiche di alimentazione e di organizzazione dei servizi di ristorazione ospedaliera ed assistenziale. - Fornire modelli e risposte concrete alle raccomandazioni emanate dal Consiglio d'Europa nel novembre 2002 per combattere la malnutrizione in ospedale. - Definire criteri e modalità di approvvigionamento delle materie prime secondo una logica di filiera corta e sostenibile, favorendo l'utilizzo di prodotti tipici del territorio e stagionali. - Individuare e sperimentare modelli ecosostenibili della ristorazione collettiva. - Migliorare la qualità di trasformazione delle materie prime e del servizio dei pasti. - Garantire a tutti i fruitori cibo sano, sicuro e sostenibile, con elementi di qualificazione multidimensionale e specifici per ogni segmento.
Esperienze con temi simili
Rete Nazionale Borghi GeniusLoci DeCo
Sicilia | Palermo
Le De.Co. (Denominazioni Comunali) nascono da un’intuizione semplice e geniale di Luigi Veronelli, che le descriveva così: “Attraverso la De.Co. il prodotto del territorio acquista una sua identità.” La De.Co. rappresenta un concreto strumento di marketing territoriale, ma soprattutto un’importante opportunità di recupero e valorizzazione delle identità e delle unicità locali. È l’espressione autentica di un luogo, “un prodotto del territorio” nel senso più ampio del termine: può essere un piatto, un dolce, un sapere, un evento o un manufatto artigianale, purché riconosciuto dalla comunità come parte della propria identità e della propria storia. La Denominazione Comunale va quindi intesa anche come attrazione turistica, capace di interessare un pubblico sempre più vasto di viaggiatori attenti e curiosi — quei “foodies” che la letteratura internazionale definisce come viaggiatori sensibili al patrimonio culinario, culturale e artigianale dei territori che visitano.
Piano locale del cibo
Puglia | Caprarica di Lecce
Garantire prodotti freschi, stagionali e di elevata qualità nelle mense scolastiche e comunali; incentivare la partecipazione dei produttori agricoli del territorio; promuovere la filiera corta, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ed alla riduzione degli sprechi; rafforzare il legame tra il sistema pubblico e il tessuto produttivo locale.
Laore – Agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura
Sardegna | Medio Campidano-Sulcis Iglesiente
Introdurre prodotti locali nelle mense scolastiche